Ho deciso, passo al Bio!

E’ da un po’ che ci stavo pensando, troppo… visto l’ultimo post pubblicato. Sapete che c’è? C’è che anche la mia cucina si è convertita al Bio. Perchè no, Biokitchen26! A parte gli scherzi, peccato non esserci arrivato prima! Gusto, salute, nuovi profumi, semplicità; una vera rivoluzione! Fino ad oggi ero incurante del valore nutrizionale dei cibi, del modo migliore per cucinarli. No che prima non mi preoccupassi, anzi! Semplicemente limitavo la mia conoscenza alla sola freschezza degli ingredienti. Da un periodo a questa parte è diverso, perchè Bio è diverso! So di non esagerare, se dico che è un grande stile di vita. Una filosofia che salda rispetto ed equilibrio nel ciclo naturale delle cose. Avete mai provato a volervi bene? Si, proprio quello che fa guardare e capire di cosa ha bisogno il nostro corpo. Non sono certo il tipo che converte idee e pensieri altrui, ma se qualcuno ancora non si è annoiato, e ha letto fin qui, può tranquillamente provare a passare da questa parte della barricata, non se ne pentirà.                                                                            ( x gli amici… – Ho detto Bio, non Veg ;-)

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La frittata c’è!

Proprio così, la frittata c’è! Avete presente quando non si ha la minima voglia di uscire, ma il frigorifero vi ricorda che è acceso da due giorni solo per le uova? Esatto, la frittata c’è! Che ne dite di quando tornate a casa tardi da lavoro e non avete voglia di spadellare? Eh si, la frittata c’è! Vogliamo parlare di quando dobbiamo svuotare il frigorifero da verdure e formaggi al limite del commestibile? Ormai conoscete la risposta, la frittata c’è! Semplice e veloce da cucinare, la frittata è la regina dei piatti last minutes. C’è chi la cuoce in forno, chi non la gira se cotta in padella, chi la piega in due… Comunque la prepari e la cucini, sai che il risultato sarà un successo, ma mai uguale al precedente, e anche questo ha il suo fascino. Esistono ricettari interi dedicati alla frittata. Gli spagnoli insegnano che non esiste ingrediente che non leghi con la loro inconfondibile Tortilla. Come dargli torto se nella maggior parte dei casi viene condita con avanzi. Oggi, ho voluto cucinarla al forno, con zucchine, cipolla, un pezzettino di salsiccia dolce, e della crosta di grana grattugiato. Prestare attenzione ai tempi di cottura in forno: se c’è una cosa disgustosa, almeno per me, è l’uovo bruciacchiato.

Ingredienti e preparazione (per 2 persone):

6 uova, avanzi di salsiccia dolce (non cucinata), 1 zucchina, 1 cipolla, 1 pugno di grana grattuggiato, una spolverata di pangrattato, 2 noci di burro (una per terrina), sale e pepe. Scaldare il forno. Cospargere con una noce di burro le pareti interne delle terrine scelte per cuocere la frittata. Spolverare le pareti con del pangrattato evitando che, una volta cotta, la frittata si attacchi. In una padella, mettere ad appassire con olio EVO, la cipolla tagliata grossolanamente e la zucchina. Salare e pepare leggermente. Sbattere le uova, salare e alloggiarle nella terrina. Aggiungere la cipolla e la zucchina, qualche pezzetto di salsiccia, e una prima spolverata di grana. Alloggiare la terrina per qualche minuto sulla fiamma del fornello (spaccata da uno spargi fiamma che non rovina la terracotta) facendo rapprendere leggermente il fondo. Dopodichè passare in forno per max 15/20 minuti (controllare la cottura con una forchietta…). A metà cottura, spolverare con il grana rimasto e un po’ di pepe.

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Cavatappi al Barbera

Atmosfere autunnali in cucina… E’ clima da campagna, da cascina. La Pianura Padana in questa stagione, ha un fascino irresistibile. La prima legna raccolta, fa fumare camini assonnati. Il cielo, leggermente velato, rende morbida ogni cosa illuminata da un sole tiepido. E’ tempo di vino, rosso. Si stappano le ultime bottiglie avanzate in cantina, e si decide cosa si berrà per l’inverno a venire. Il problema, come ogni anno, sarà mettere tutti d’accordo: c’è il fedelissimo del Chianti, l’amante del Cabernet. Il sottoscritto, da qualche anno, si è fissato con il Barbera, piemontese e lombardo. Il primo, astigiano, da accostare a portate impegnative. Il secondo, pavese, da stappare in compagnia di un salame e quattro amici. Ieri sera, facendo la conta dei vuoti, ho trovato una bottiglia di Barbera che un amico m’ha portato da uno dei suoi giri per lavoro. Aprirla per non finirla, si sa, è peccato. L’unico modo per non trascinarsi a letto, brillo, è spadellare un piatto che assorba almeno 2/3 bicchieri di vino. Non di più… mi sono detto! Altrimenti io cosa assorbo! ;-)

Ingredienti e preparazione (per 2 persone):

200gr. di pasta (Cavatappi o altro. Meglio corta e rigata per far aggrappare il condimento), 2 bicchieri rasi di vino rosso Barbera fermo, 300gr di carne trita da sugo, 1 cipolla dorata media, 1 carota, 1 costa di sedano, parmigiano grattuggiato, olio EVO, 2 dadi di brodo di carne ( io quando preparo il bollito, surgelo il brodo nelle formine per il ghiaccio). Tritare nel mixer la cipolla, la carota, e il sedano, precedentemente lavati e tagliati. Mettere a bollire in una pentola l’acqua per cuocere la pasta. Appena calda, aggiungere il dado. In un’ ampia padella, mettere a dorare il soffritto con olio EVO. Appassiti gli ingredienti, aggiungere il trito di carne, il secondo dado, e amalgamare. Dopo qualche minuto, annaffiare il condimento con il primo dei 2 bicchieri di vino. Buttare la pasta nell’ acqua bollente, e cuocerla fino a metà cottura. Allungare, se necessario, il raghù al Barbera, con una tazzina d’acqua di cottura della pasta. Aggiungere la pasta al condimento, saltarla, e annaffiare il tutto con il secondo bicchiere di vino. Lasciar sfumare il vino, aggiungere qualche tazzina d’acqua di cottura, per creare un sughetto cremoso, e portare a cottura la pasta.

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Il menù domenicale di mia madre #1

Menù del 17-10

Antipasto: Affettati misti. Primo: Penne al forno con cavolfiore gratinato. Secondo: Cotoletta alla palermitana Contorno: Melanzane in pastella Frutta: Uva nazionale


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Su calamaretto ripieno.

” Cosa vuoi che ti porto dalla Sardegna?” Dopo una prima carrellata di ricordi enogastronomici legati all’isola, ho pensato che mia madre guida una Panda, non un camion a rimorchio. Ho limitato le mie richieste ad un pezzo di pecorino, a del pane Carasau, e ad una bottiglia di Cannonau. Troppa umiltà, lo so! Ma che ci volete fare, sono uno dei più accaniti sostenitori del motto: ” il cibo tipico va mangiato nel luogo d’origine”. Sicuramente, sarà capitato anche a voi di portare a casa la focaccia da Genova, e una volta assaggiata costatare che sul posto era più buona. L’ aria, l’atmosfera, il dialetto! Sono queste e altre piccole sfumature, che amplificano il gusto ultrasensoriale provocato dal cibo. Conosco molto bene la Sardegna,  i suoi profumi, gli alimenti autoctoni, i prodotti dalla terra lavorati da mani esperte che difendono territorio e tradizioni. La ricetta di oggi è un omaggio alla gente che abita l’isola. A quel popolo che, per secoli, ha avuto paura del mare, ma che l’ha sempre rispettato. Ajò…!!!

Ingredienti e preparazione (per una persona):

3 calamari freschi, formaggio pecorino morbido ( per il ripieno, io preferisco un formaggio non troppo stagionato…), pangrattato, olive nere, una carota, prezzemolo, passata di pomodoro, mandorle spelate, mezza cipolla, 4 filetti d’acciuga sott’olio, piselli in scatola, pane Carasau, sale, olio EVO, pepe. Pulire e lavare i calamari, eliminando pelle e interiora. Nel mixer, inserire gli ingredienti per preparare il ripieno: pangrattato, acciughe, olive nere snocciolate, un pugno di mandorle spelate, la carota, prezzemolo, olio EVO, sale e pepe quanto basta. Tritate gli ingredienti grossolanamente, non ridurre in polvere. Utilizzare uno, dei tre calamari, per preparare un sugo d’accompagnamento. Tagliare mezza cipolla e metterla a soffriggere in poco olio EVO. Unire alla cipolla il calamaro tagliato a rondelle e i ciuffi degli altri calamari da riempire. Rosolare qualche minuto e aggiungere una confezione monodose di piselli in scatola. Sfumare il tutto con due dita di vino bianco fermo, lasciando evaporare l’alcol. Aggiungere un bicchiere di salsa di pomodoro, sale, e portare a cottura mantenendo il sughetto piuttosto liquido. Riempire i calamari avanzati con il trito, fino a 2/3 della sacca; mai fino all’orlo perchè in cottura il calamaro tende a restringersi e il ripieno ad uscire. Chiudere l’estremità con uno stuzzicadenti, e metterli a cuocere su una piastra ben calda per 5 minuti, girandoli di tanto in tanto. Impiattare, alloggiando i calamari su un velo di pane Carasau, e a scelta decidere se cospargere il tutto con il sugo di piselli, oppure adagiarlo a lato per differenziare i sapori.

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L’ultimo desiderio di Al, Caponata!

Mi si serva Caponata come antipasto, per l’ultima cena“. No, queste non sono le ultime volontà di un gangster come Al Capone, ma quelle di un umile peccatore come il sottoscritto, semmai un giorno verrò giustiziato per crimini di gola. Ricordatevi il pane, 1 Kg. di francesini caldi dovrebbero bastare! Ah caponata, umile pietanza meridionale, compagna fedele del vero emigrato! A te, che maceravi al caldo di squallide sporte, timidamente chiuse con filo di spago, volge il mio grazie. Al tuo stagnante profumo, lego memoria di festa, di sole, di casa. Ora so che riposi, coperta, al sicuro. Più tardi so che ti sbrano, felice, da solo. In questo diario, oggi, svelo le tue leggi. A queste righe, adesso, affido la volontà di averti accanto, in pancia, nel momento del trapasso. Inscindibile è l’amore nei tuoi confronti, indelebile è la macchia che mi hai lasciato sui pantaloni a mezzogiorno, porca di quella… BIPPPPPPPPP!

Ingredienti e preparazione (per un esercito, naturalmente! ;-)

3 melanzane  lunghe, 3 carote, 5 peperoni, 1 cipolla, 2 coste di sedano, 2 pomodori maturi, un pugno di capperi, 1 cucchiaio d’aceto di vino rosso, 1 cucchiaino di zucchero, olio EVO, sale. Lavate le melanzane, tagliatele a dadini, e cospargetele di sale lasciandole riposare 20 minuti per eliminare l’acqua amarognola. Tagliate grossolanamente la cipolla, le carote e le coste di sedano, e mettete tutto a soffriggere in abbondante olio EVO. Tagliati e lavati i peperoni, inseriteli nel soffritto. Lasciate cuocere per circa 10 minuti i peperoni, girandoli di tanto in tanto. Aggiungete i capperi precedentemente sciacquati. Coprite con un coperchio e lasciate che lo stesso vapore cuocia le verdure. Sciacquate le melanzane dal sale, asciugatele bene, e mettetele a friggere in olio EVO. Fritte le melanzane, scolatele e aggiungetele ai peperoni. Unite i pomodori tagliati grossolanamente e saltate gli ingredienti tutti insieme. Aggiungete il cucchiaio d’aceto, il cucchiaino di zucchero e risaltate gli ingredienti. Scoperchiate e salate la caponata ultimando la cottura. Servire a temperatura ambiente. Consiglio di prepararla a mezzogiorno per mangiarla la sera, o viceversa.

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Settembre 2010: in passarella l’alta gastronomia.

Logo Taste of Milano

Taste of Milano, l’evento enogastronomico dell’anno, è quasi alle porte: mancano pochi giorni e finalmente  potrete assaggiare i 36 piatti appositamente preparati con cura e passione da 12 tra i migliori ristoranti della città! Scoprili qui.

Da Giovedì 23 a Domenica 26 Settembre il meglio dell’enogastronomia sarà a Parco Sempione per quattro giorni. Tre sessioni diurne e quattro sessioni serali vi aspettano con ogni sorta di prelibatezza.

Potrete acquistare e gustare tutti i piatti che vorrete, spostandovi da un ristorante all’altro e godendoveli nelle zone che abbiamo attrezzato con tavoli e sedie intorno al parco. Inoltre potrete acquistare i vostri drink preferiti nelle favolose lounge, wine bar ed enoteche che i nostri partner hanno preparato per voi.

Non avete mai provato un’esperienza simile a Parco Sempione…un vero pic-nic di lusso vi aspetta! Correte a leggere i menu, vi verrà l’acquolina in bocca! Ricordavi di seguire i nostri consigli utilie per qualsiasi domanda potete contattarci. Infine vi ricordiamo che i biglietti d’ingresso sono limitati!  Acquistateli in prevendita oppure recatevi al box office attivo a Parco Sempione dal 21 Settembre e per tutta la durata di Taste of Milano. Potrete acquistare gli ultimi biglietti disponibili direttamente il giorno di vostra scelta ma solo fino ad esaurimento.

Fonte: http://www.tasteofmilano.it/

E’ all’insegna dello slogan “What a colorful world” la prossima edizione del Cous Cous Fest, il Festival internazionale dell’integrazione culturale in programma a San Vito Lo Capo (Trapani) dal 21 al 26 settembre 2010.

L’evento, che giunge quest’anno alla sua tredicesima edizione, celebra un confronto tra paesi dell’area euro-mediterranea e non solo, prendendo spunto dal cous cous, piatto della pace comune a moltissime culture.
La manifestazione, organizzata dal Comune di San Vito Lo Capo in collaborazione con l’agenzia Feedback e i main sponsor Banco di Sicilia Unicredit Group ed Electrolux Professional, si ispira ad un mondo pieno di colori, un “colorful world” dove convivono le differenze tra culture, popoli e tradizioni, lo spirito appunto della rassegna sanvitese che vede come protagonista il cous cous, piatto ricco di storia ed elemento di sintesi tra culture, simbolo di apertura, meticciato e contaminazione.
Edoardo Raspelli, critico gastronomico e conduttore della trasmissione Melaverde, al timone per il secondo anno consecutivo della giuria di giornalisti che valuterà i cous cous in gara, sarà affiancato quest’anno dalla conduttrice di Linea Blu, Donatella Bianchi e dalla giornalista del Gambero Rosso Laura Ravaioli, esperta di food.

Fonte: www.sanvitoweb.com/cousfest.php

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